Università telematica internazionale UNINETTUNO

Attività di Ricerca - Facoltà di Psicologia

Linee di Ricerca

S.S.D M-PED/04, M-PED/03, M-PSI/01, M-PSI/05

Prof. Maria Amata Garito
dott. Alessandro Caforio– ricercatore
dott. Michalakis Pilavakis – ricercatore
dott. Luciano di Mele – ricercatore

Lo studio e la ricerca sui recenti sviluppi nel campo sulle Comunità di apprendimento virtuali e gli strumenti del Web 2.0 consiste nell’indagine sulle dinamiche emergenti relative alla comunità di apprendimento costituita dagli studenti della Facoltà di Psicologia e analisi delle tecnologie utilizzate per la collaborazione e la condivisione della conoscenza. Indagine sugli stili di apprendimento e l’impatto delle nuove tecnologie web. Di particolare interesse gli strumenti del Web 2.0, es. WIKIs, Twitter microblogging, FlickR photo, LinkedIn discussions, Video sharing, DELICIOUS social bookmarking, Social Tagging, RSS.
Altro nucleo di interesse è rappresentato da innovazioni tecnologiche come contenuti multimediali scalabili secondo le caratteristiche dei diversi dispostivi di fruizione, la diffusione di servizi geo-referenziati, l’adozione di devices mobili e la diffusione di social tagging. La ricerca in questo dominio costituisce un presupposto fondamentale per facilitare lo studio della natura distribuita, de-centralizzata e costruttiva dei processi di apprendimento e di acquisizione della conoscenza.
La ricerca in questo ambito è strettamente legata a domande di ricerca quali: qual è l'impatto delle tecnologie emergenti sul web e dei Social Media sui processi di apprendimento personalizzati e sui processi di acquisizione di conoscenze? Lo studio dei processi di costruzione collettiva dei significati e di riconoscimento dei pattern nella acquisizione di conoscenze costituisce uno degli elementi più importanti per l’innovazione dei modelli psicopedagogici per l’apprendimento a distanza di Uninettuno.
Un ulteriore ambito di ricerca riguarda la Media Education, ovvero le modalità didattiche di educazione ai media sia in ambienti formali che informali. La Media Education studia sia le metodologie attraverso le quali i media sono oggetto di educazione sia le politiche di sviluppo generali dei media nell’educazione con particolare riguardo alla cittadinanza, il dialogo interculturale, la tutela dell’infanzia, il digital story-telling, le tecnologie educative.

S.D.D M-PED/04, M-PED/03, M-PSI/01, M-PSI/05

Prof. Bagnara Sebastiano
dott. Caforio Alessandro – ricercatore

In collaborazione con il centro di ricerca TELECOM saranno sviluppati nuovi strumenti comunicativi per promuovere forme di apprendimento orizzontale e collaborativo. I temi di collaborazione riguarderanno lo studio e l’analisi di nuove modalità di interazione, l’individuazione di strumenti hw e sw, la progettazione, l’evoluzione e lo sviluppo prototipale di nuove applicazioni sperimentali di social reading. Gli strumenti saranno sperimentai e validati con studi empirici che vedranno coinvolti direttamente gli studenti dell'Università Telematica "Uninettuno". Le ricerche promosse in questo ambito serviranno sia per lo studio sistematico che lo sviluppo delle abilità cognitive e relazionali utili nel processo di apprendimento. Per maggiori informazioni si veda l’accordo collaborazione su didattica digitale e modalità di apprendimento collaborativo.

SSD. MPSI/05, MPSI/01, MPED/04, SPS/04

Prof.Cristiano Castelfranchi
Ricercatore: dott.ssa Francesca D’Errico

Quest’area di ricerca mira ad approfondire il ruolo dei processi socio-cognitivi in relazione alle dinamiche reali e virtuali della partecipazione politica.
Negli ultimi anni, con la diffusione sempre più massiccia dei nuovi media accanto a quelli tradizionali, stiamo assistendo ad un rapido cambiamento dei processi partecipativi e deliberativi dell’arena politica e democratica. Tali sviluppi oltre ad avere un forte impatto nelle dinamiche d’inclusione di fasce sempre più specifiche di cittadinanza attiva possono avere un ruolo determinante anche nelle politiche di gestione del potere e nei processi di negoziazione dei conflitti sociali ed urbani.
L’innovazione e la pervasività dei nuovi media quali forme di partecipazione sociale hanno l’effetto da un lato di amplificare e promuovere processi partecipativi on line ma dall’altro di aumentare l’escalation dei processi degenerativi, che includono varie forme di discredito che vanno dal flamming al cyber-bulling.
Per comprendere gli aspetti cognitivi e socio-emotivi alla base sia della comunicazione collaborativa e “costruttiva” che aggressiva, le ricerche approfondiscono il versante psico-sociale mediante l’analisi di costrutti quali l'engagement, la fiducia nella partecipazione e nelle istituzioni politiche (Castelfranchi, 2010; 2013) e la rappresentazione sociale della politica relativa ai nuovi media e a quelli tradizionali.
A questo proposito è centrale l’analisi delle caratteristiche dei media utilizzati (stampa, televisione, social network, virtual community, blog, siti) e la considerazione dei tipi d’interazione tra istituzioni politiche e cittadini (sia esso audience che “follower”, verticale od orizzontale). Le domande di ricerca poste si focalizzano sui contenuti e sull’analisi della comunicazione multimodale (verbale e corporea) che media tradizionali e digitali sviluppano, oltre che sulle loro funzioni e i loro effetti sui diversi livelli di partecipazione (D’Errico et al., 2014).
Un’ulteriore sviluppo si apre ad una prospettiva psico-pedagogica con l’obiettivo di sperimentare nuove forme di partecipazione e di consapevolezza “etica” orientate ad un uso consapevole della comunicazione on line ed in presenza.

SSD. MPSI/05, MPSI/01, MPED/03, SPS/04; MPSI06

Prof. Rosaria Conte
dott.ssa Francesca D’Errico – ricercatore

All’interno di quest’area di ricerca è esaminato il ruolo di alcune dimensioni psicologiche e sociali nei processi di presa di decisione individuale e collettiva. Il fine ultimo è quello di promuovere consapevolezza, e-regolazione, senso di responsabilità individuale e sociale e comportamenti etici negli attuali contesti tecnologici e sociali caratterizzati da norme, codici e modelli di riferimento sempre più complessi e instabili.
In particolare attraverso l’uso di studi quali-quantitativi in contesti reali e virtuali e la simulazione di diversi modelli computazionali, le ricerche mirano a comprendere il funzionamento psico-sociale degli individui e dei gruppi in alcune situazioni “eticamente” critiche, per esempio in casi di dilemma in cui è richiesta la partecipazione ad un processo decisionale individuale e/o collettivo.
Sulla base di studi precedenti sono indagate in modo approfondito alcune dimensioni-chiave nell’analisi di questo processo che possono favorire o meno scelte e comportamenti a favore di interessi sociali e comunitari, come per esempio valori, credenze morali e sociali, assunzione di ruoli e senso di responsabilità nonché processi di de-responsabilizzazione rispetto all’adozione di comportamenti non in linea con i propri principi e standard morali.
Inoltre, considerando gli attuali scenari di interazione sociale, nello studio di questa tematica sarà centrale non solo l’analisi delle interazioni tra caratteristiche sociali e individuali che possono aumentare o diminuire la responsabilità personale e collettiva nelle prese di decisione, ma anche il ruolo dei nuovi media, del social mining e delle simulazioni nel facilitare o meno scelte etiche/o morali.
Lo studio delle dinamiche intra-individuali e interpersonali nei nuovi ambienti di relazione è alla base della progettazione di interventi formativi, organizzativi e sociali volti all’aumento di consapevolezza sulla complessità dei processi di decisione e incremento del senso di responsabilità individuale e sociale a beneficio delle attuali e future generazioni.

S.S.D M-PSI/06, M-PSI/05. M-PSI/01

Prof. Pedon Arrigo
dott.ssa Mariangela Cersosimo – ricercatore

L’obiettivo delle ricerche che si sono sviluppate in quest’area di ricerca-intervento è stato quello di comprendere i fattori individuali, situazionali e comportamentali che possono mettere a rischio la qualità del lavoro e il benessere dei lavoratori nelle diverse organizzazioni, ponendo particolare attenzione ai contesti lavorativi socio-sanitari. L’interesse delle ricerche è stato rivolto infatti all’approfondimento teorico ed empirico del processo psico-sociale che conduce ad esiti indesiderati, quali burnout, depressione, comportamenti non etici, problemi di salute, nonché alla corretta applicazione di protocolli, norme e codici etici in situazioni stressanti e conflittuali. Il fine ultimo di tali ricerche è quello di fornire una solida base conoscitiva su cui progettare interventi psico-sociali per la riduzione dei fattori di rischio e la promozione dei fattori di protezione a garanzia del benessere individuale e organizzativo.
In quest’area di ricerca-intervento le tecnologie sono state utilizzate in primo luogo per la valutazione di indicatori psico-sociali (es. questionari on line, simulazioni) in situazioni conflittuali e stressanti. In particolare, è stato predisposto un primo sistema di valutazione in presenza e a distanza in collaborazione con esperti di vari ambiti organizzativi e alcuni studenti lavoratori TELECOM della facoltà di Psicologia. Le tecnologie sono state utilizzate anche per 2mpcreare spazi virtuali didattici (es. discussioni tematiche su forum) in cui gli studenti possono confrontarsi e riflettere sulle condizioni che possono mettere a rischio la salute dei lavoratori e il funzionamento dell’intera organizzazione.

S.S.D M-PSI/06 M-PSI/07, M-PSI/08

Prof. Ammaniti  Massimo
Dott. Luca Cerniglia

È svolta una attività di ricerca-intervento in molti ambiti della psicopatologia dello sviluppo in ambito infantile, come ad esempio nell’area dei Disturbi alimentari infantili e altri quadri clinici. Le disarmonie dello sviluppo e il funzionamento emotivo-adattivo dei bambini è considerato e studiato in associazione con il rischio psicopatologico genitoriale nell’ottica dell’intersoggettività e dell’attaccamento. In particolare, l’attenzione è volta alla depressione materna come fattore di rischio nella costruzione di un legame adattivo fra madre e bambino in associazione a quadri sintomatologici paterni come l’ansia o l’ostilità. È in atto la sperimentazione di protocolli di ricerca-intervento basati su metodologie di raccolta dati e colloqui clinici operati su piattaforme online e grazie a videoconferenza coerentemente con le indicazioni della World Health Organization (WHO) che ha suggerito di implementare e realizzare procedure “E-Health” e “M-Health”. Queste linee di ricerca sono approfondite in collaborazione con istituzioni e servizi nazionali e internazionali come ad aesempio Ospedali pediatrici romani, il centro sulla nutrizione diretto dalla prof.ssa Chatoor presso l’univserità di Washington (Usa) e l’università di Reading-Oxford (Regno Unito) ove opera la prof.ssa Murray.
La ricerca sul Trauma è svolta in collaborazione con la Caritas italiana, che permette l’approfondimento delle tematiche legate al PTSD come quadro clinico sviluppato a seguito di eventi potenzialmente traumatici come ad esempio la migrazione forzata di minori o adulti.
L’area del rischio in adolescenza è trattata nell’ambito di un osservatorio sui giovani in collaborazione con un ospedale traumatologico romano e il gruppo di lavoro comprende la prof.ssa Carbone.
Queste ricerche hanno prodotto negli anni 2011-2014 numerose pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali peer-reviewed e dotate di impact-factor, nonché inserite nel data base Scopus.
E' svolta inoltre una ricerca basata sulla raccolta dati in modalità face-to-face e online sui fattori di rischio e protezione dal rischio psicopatologico in età adulta e i suoi correlati con il rendimento accademico. Per questa area sono in preparazione pubblicazioni internazionali.

È inoltre attivo un Servizio di Counselling Psicologico in presenza e a distanza che prevede anche la raccolta dati sul rischio psicopatologico
Il Centro di Counselling e Servizio Psicologico avrà l’obbiettivo di raccogliere dati di ricerca e implementare strategie di intervento anche grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie (raccolta dati online e attraverso la creazione di apposite procedure e piattaforme informatizzate da integrare nel portale Uninettuno). Potrà anche offrire sostegno a coloro che si trovino ad affrontare situazioni di disagio emotivo legate a difficoltà personali e/o relazionali o/e eventi di vita stressanti e traumantiche che potrebbero compromettere non solo la loro qualità di vita individuale e familiare ma anche il percorso di studi. Anche in questo caso il fine del Centro è sperimentare e verificare l’efficacia di procedure “in remoto” che permettano il contatto a distanza fra consulenti e utenti. Il Centro di Counselling e Servizio Psicologico, si rivolgerà sia agli studenti della Facoltà di Psicologia, che agli studenti di altre Facoltà ma anche ad utenti esterni che lo richiedano anche sulla base di convenzioni con strutture sanitarie e di ricerca.

Centro dipendenze da internet
Uninettuno propone di attivare una linea di ricerca tesa ad estendere le sue competenze all’uso della rete che inizia ormai fin dai primi anni di vita ed è divenuto un fenomeno sociale diffuso. Se da una parte internet favorisce l’avanzamento della ricerca, della conoscenza e della socializzazione del sapere, allo stesso tempo esistono dei rischi che possono riguardare gli utenti che ne fanno uso. Per questo motivo Uninettuno intende costituire un Centro che aiuti a navigare sicuri svolgendo un lavoro di prevenzione attraverso l’informazione e la sensibilizzazione al livello sociale, scolastico e delle famiglie operata da psicologi (e ingegneri per la parte che riguarda l’alfabetizzazione informatica) in modo da aiutare a fare un uso consapevole e selettivo delle opportunità offerte dalla rete. Allo stesso tempo, poiché si verificano rischi consistenti nell’uso della rete, il Centro si occuperà specificamente di individuare e sostenere le persone che hanno sperimentato problemi o difficoltà nell’uso della rete. Ad esempio, ci si può trovare di fronte ai giochi e scommesse in rete con gravi conseguenze, all’uso e la diffusione di materiale pornografico o sessuale (sia utilizzato ai fini commerciali che ricattatòri) sia alle varie forme di abuso e di stalking fino a forme di dipendenza da internet che possono interferire con la vita quotidiana delle persone e con i ritmi sonno-veglia. Questi quadri riguardano le varie fasce di età ma sono più problematici in adolescenza quando l’uso della rete può diventare particolarmente coinvolgente. A tale scopo un’equipe di psicologi coordinati dal prof, Ammaniti accoglierà le richieste di genitori, insegnanti e/o direttamente persone interessate che siano rimaste coinvolte in queste situazioni. Le richieste potranno giungere attraverso un contatto telefonico, diretto, o grazie al sito del Centro e verranno effettuate delle consultazioni in modo da aiutare a superare queste difficoltà e fare uso più razionale della rete.

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