Università telematica internazionale UNINETTUNO

Attività di Ricerca - Facoltà di Ingegneria

Linee di Ricerca

S.S.D. FIS/01 FISICA SPERIMENTALE

Prof. Piergiogio Picozza - professore straordinario
Prof. Livio Conti – ricercatore

L’attività di ricerca del Prof. Piergiorgio Picozza è rivolta, tra l’altro, a ricerche nello spazio con le missioni satellitari PAMELA ed AGILE attualmente in volo. Insieme al Prof. Livio Conti è impegnato anche nello studio dallo spazio dei Raggi Cosmici di altissima energia con l’esperimento JEM-EUSO previsto essere collocato all’esterno della Stazione Spaziale Internazionale, e nel progetto LIMADOU-CSES studio della interazione litosfera-ionosfera-magnetosfera per lo studio dei precursori simici con strumenti installati sul satellite cino-italiano CSES.
La missione spaziale PAMELA, condotta da una collaborazione internazionale diretta dal Prof. Picozza, è rivolta allo studio della componente nucleare ed isotopica dei raggi cosmici, alla ricerca di antimateria primordiale, di segnali di annichilazione di materia oscura, al monitoraggio dell’attività solare ed allo studio delle fasce di radiazione intorno alla terra. Di notevole rilevanza scientifica nel campo della ricerca indiretta di materia oscura sono i risultati ottenuti sui rapporti antiprotone-protone e positrone-elettrone che hanno avuto una vasta risonanza anche all’esterno della comunità scientifica di riferimento con oltre 1000 articoli interpretativi apparsi in un breve periodo. Di grande importanza sono anche i dati conseguiti sui flussi di protoni ed elio, elettroni e nuclei della radiazione cosmica che permetteranno una migliore conoscenza dei meccanismi di produzione, accelerazione e propagazione dei raggi cosmici nella Galassia. Grazie all’esperimento PAMELA, per la prima volta, è stato anche possibile uno studio continuo e diretto degli effetti dell’attività del sole sul flusso di raggi cosmici e la determinazione dello spettro energetico delle particelle emesse in improvvise e violente eruzioni solari. E’ stata anche scoperta una fascia di radiazione intorno alla terra composta di antiprotoni.
La Missione AGILE, condotta dall’Agenzia Spaziale Italiana, è rivolta allo studio della radiazione gamma di alta energia con la rivelazione di Gamma Ray Burst e la scoperta di nuove Pulsar, risultati che hanno aperto una nuova importante finestra nella conoscenza dei processi più violenti del Cosmo.
I risultati di PAMELA ed AGILE ottenuti fino ad ora sono stati pubblicati sulle maggiori riviste scientifiche internazionali, tra le quali Physics Reports, Nature, Science, Physical Review Letters, Astrophysical Journal. Gli interessi scientifici di Piergiorgio Picozza si rivolgono anche al campo della Scienza della Vita nello spazio, con un monitoraggio continuo della radiazione all’interno delle Stazioni Spaziali e lo studio dei rischi per gli astronauti dovuti alle particelle ionizzanti, di grande utilità per la programmazioni di voli interplanetari.

Il Professor Picozza ed il Prof. Livio Conti collaborano sulle seguenti due linee di ricerca.
Raggi cosmici di altissima energia UHECR (Ultra-High Energy Cosmic Rays).
Lo studio dei raggi cosmici di altissima energia è volto a comprendere origine e natura di questi processi che costituiscono uno dei problemi irrisolti della fisica astro-particellare contemporanea. Questo è l’obiettivo principale della missione spaziale internazionale JEM-EUSO (Extreme Universe Space Observatory at the Japanese Experiment Module), guidata dal Prof. Picozza, ed alla quale collaborano oltre 300 ricercatori di istituzioni ed università di 16 nazioni. La ricerca verrà effettuata mediante un telescopio ultravioletto non convenzionale a grande campo installato all’esterno della Stazione Spaziale Internazionale. Esso sarà diretto lungo Nadir al fine di rilevare i fotoni ultravioletti emessi dagli sciami generati dagli UHECR interagenti con i nuclei dell’atmosfera terrestre. I risvolti scientifici di questa missione coinvolgono i campi dell’Astrofisica, della Cosmologia e delle Interazioni Fondamentali. In particolare JEM-EUSO si propone l’identificazione delle sorgenti dei raggi cosmici di altissima energia e la misura dello spettro energetico di queste sorgenti, di ottenere informazioni su regioni di energia ancora inesplorate ben oltre il cut-off nel flusso dei raggi cosmici stessi (effetto GZK), dovuto a processi fisici che diventano accessibili alle energie superiori a 10^19 eV. La scoperta di neutrini e raggi gamma di altissima energia e la ricerca di possibili segnali provenienti dalle ipotizzate stringhe sono altri campi che saranno esplorati. Di notevole importanza saranno anche gli studi sui fenomeni che accadono nell’atmosfera terrestra, come nightglow, TLE (Transient Luminous Event), meteore e meteoriti.
In Uninettuno, oltre il Prof. Picozza ed il Prof. Conti, partecipa a questa linea di ricerca il Prof. Claudio Fornaro.
Un esperimento a bordo del pallone stratosferico EUSO-Balloon, con uno strumento rappresentante un sottoinsieme del grande telescopio, è stato effettuato con successo nell’Agosto 2014. Uninettuno ha realizzato tutto il software di bordo. Attualmente sono in preparazione altre due esperimenti pathfinder dell’esperimento maggiore JEM-EUSO: EUSO-TA e mini-EUSO. EUS-TA è in corso di installazione in Utah negli USA mentre mini-EUSO verrà installato all’interno della Stazione Spaziale. E’ in fase di definizione di una missione congiunta tra JEM-EUSO ed il progetto KLIPVE, proposto da colleghi russi, per la realizzazione del progetto comune ora nominato K-EUSO. In tutti questi esperimenti, l’impegno di Uninettuno è sostanziale ed è rivolto, oltre che al management, anche allo sviluppo della meccanica e del software di bordo ed alla definizione degli algoritmi per la selezione dei dati ed all’analisi dei dati. In questo contesto è stata sottoscritta una specifica convenzione per la ricerca tra UNINETUNO ed il RIKEN (Giappone).
Studio dei precursori sismici.
E’ in corso anche uno studio a largo spetttro delle interazioni elettromagnetiche litosfera-atmosfera-ionosfera-magnetosfera per l’analisi di possibili correlazioni temporali tra emissioni elettromagnetiche legate all’attività sismica e disturbi iono-magnetosferici, quali perturbazioni di temperatura e densità di plasma, fluttuazioni di campo elettrico e magnetico e precipitazione di particelle dalla fascia di Van Allen. Punto nodale di tale ricerca sarà la missione spaziale italo-cinese CSES-LIMADOU, guidata per la parte italiana dal Prof. Picozza, ed a cui partecipano vari istituti ed università cinesi e l’Università Uninettuno, l’Università di Trento, l’INFN con le sezioni di Bologna, Napoli, Perugia, Roma Tor Vergata, i Laboratori Nazionali di Frascati ed il Centro TIFPA di Trento, l’INAF con l’Istituto IAPS di Roma. In questo contesto l’UNINETTUNO, l’Università di Trento, l’INFN e l’INAF-IAPS hanno siglato un accordo-convenzione per il coordinamento della ricerca in Italia. Sul satellite CSES verranno istallati diversi strumenti: due rivelatori di particelle, un rivelatore di campo elettrico, due di campo magnetico, una sonda Langmuir ed un rivelatore di plasma che verranno installati sul satellite cinese CSES che sarà messo in orbita nel Settembre 2016. La componente italiana della collaborazione, di cui Uninettuno è parte integrante, sta realizzando il rivelatore di particelle di alta energia ed il rivelatore di campo elettrico. E’ inoltre responsabile della calibrazione di tutti gli strumenti, sia italiani che cinesi, che sarà effettuata con facilities esistenti in Italia.
In Uninettuno, oltre il Prof. Picozza ed il Prof. Conti, partecipano a questa linea di ricerca il Prof. Dario Assante ed il Prof. Claudio Fornaro.
In particolare Uninettuno ha la responsabilità, per quanto riguarda il rivelatore di particelle, del software di bordo, del Ground Support Equipment e del “Product and Quality Assurance and Safety”. Collabora inoltre alla realizzazione del rivelatore di campo elettrico EFD insieme al Dipartimento di Fisica dell’Università e Sezione INFN di Roma Tor Vergata
Lo studio dei precursori sismici con esperimenti dallo spazio è in corso da molti anni da parte del gruppo italiano che partecipa a CSES-LIMADOU. All’inizio ci si è avvalsi dei dati di esperimenti effettuati sulla Mir, sulla Salyut e su satelliti non dedicati. La missione satellitare francese DEMETER (cui alcuni ricercatori del gruppo italiano hanno contribuito nella fase di analisi dei dati), il progetto ESPERIA (finanziato dall’ASI per la fase A e guidato dall’Università di Roma Tre), l’esperimento Lazio-Egle sulla ISS (realizzato da una collaborazione fra Roma Tor Vergata, Roma Tre e Perugia) e l’esperimento spaziale ARINA (in orbita dal 2006 insieme a PAMELA) sono invece progetti e realizzazioni concepiti e realizzati specificamente per lo studio dei precursori sismici. Essi sono stati finanziati in Italia, oltre che dall’ASI, dal MIUR con due PRIN, dall’INFN e da fondazioni private.
La collaborazione fra Italia e Cina per la realizzazione del satellite CSES e della strumentazione da installare a bordo è maturata sulla base dell’esperienza scientifica acquisita dai gruppi di ricerca in Italia e del forte interesse dell’agenzia spaziale Cinese per lo sviluppo di tecnologie di monitoraggio e studio dei disastri naturali ed in particolare sismici.

S.S.D. ICAR/08 SCIENZA DELLE COSTRUZIONI

Prof. Luca Placidi – ricercatore

L’attività di ricerca svolta dal Prof. Luca Placidi è stata rivolta a diverse aree e tradotta nella presentazione e pubblicazione su riviste a diffusione internazionale di articoli scientifici, nella partecipazione a convegni scientifici nazionali e internazionali e nella partecipazione a progetti di ricerca.
Nell’area della Meccanica del continuo, ci si è concentrati allo studio della modellazione e alla simulazione numerica dei materiali microstrutturati come quelli micromorfici e di secondo gradiente. Un’attenzione particolare è stata rivolta ad un interessante filone di ricerca e cioè allo studio della meccanica della frattura e del danno con metodi variazionali e con l’uso della modellazione dei materiali di secondo gradiente. Sempre all’interno di questa area si vuole portare avanti anche lo studio e la modellazione della meccanica dell’osso e della sua interazione con le protesi di nuova generazione. Connesso a questo filone è lo studio e la simulazione numerica del cemento armato, studio per il quale è stato chiesto un finanziamento Prin e un Erc di tipo Consolidator.
Nell’area dell’Ingegneria più propriamente sismica si è portato avanti lo studio delle tecniche di modellazione non lineare dei fenomeni di urto ripetuto e singolo; quindi della dinamica non lineare di corpi soggetti a vincoli monolateri. In particolare ci si è occupati degli smorzatori antisismici a pendolo scorrevole in cui questo tipo di effetti non è ancora stato studiato.
Nell’area invece della Progettazione ingegneristica si è portato avanti lo studio di indicatori di resilienza delle strutture complesse. In particolare si è investigato in modo quantitativo la caratteristica della compartimentazione, i suoi effetti benefici rispetto all’azione di eventi imprevisti, detti cigni neri, e i suoi effetti negativi rispetto invece all’obiettivo del monitoraggio strutturale.

S.S.D. ICAR/17 DISEGNO

Prof. Gerardo Maria Cennamo – ricercatore

La attività di ricerca del Prof. Gerardo Maria Cennamo abbraccia gli ambiti propri della disciplina, dagli elementi fondativi della geometria descrittiva e del disegno di architettura fino alle prassi del rilevamento architettonico e della rappresentazione del territorio, abbracciando le tematiche più innovative e sperimentali legate alle potenzialità della rappresentazione digitale per il patrimonio culturale ed alla gestione del dato computazionale nel disegno di progetto attraverso il cosiddetto approccio BIM. Su tali linee si è sviluppata la tematica correlata alla valorizzazione della città storica, approfondita attraverso il ruolo del disegno come strumento fondamentale per il controllo delle trasformazioni dei patrimoni storici ed in misura estesa di interi brani di città. La casistica più propriamente rientrante negli interessi di questa ricerca è rappresentata dalle aree urbane e suburbane che, sebbene non afferenti alla definizione di Centro Storico secondo una accezione urbanisticamente riconosciuta, esprimono un pregevole equilibrio formale, sintesi di caratteristiche morfologiche ed architettoniche strutturatesi nella successione delle epoche. La ricerca ha anche messo in evidenza le principali questioni procedurali, progettuali e gestionali relative agli interventi di rigenerazione degli edifici nella città storica, allo scopo di promuovere un necessario scambio di conoscenze, esperienze e buone pratiche tali da indirizzare verso la definizione di strumenti operativi che consentano di aprire la strada a modelli innovativi di valorizzazione e sviluppo dei luoghi storici. Proprio su queste tematiche il Prof. Cennamo è stato responsabile scientifico dell'unità di ricerca UNINETTUNO nel programma di ricerca (PRIN) finanziato dal MIUR, con indirizzo principale di ricerca rivolto al tema del paesaggio inteso nella accezione più estensiva e contemporanea del termine, come risorsa complessa ed elemento fondamentale per lo sviluppo delle potenzialità esistenti sui territori in termini di capitale naturale, economico, culturale e sociale. In coerenza con gli obiettivi di ricerca, la unità UNINETTUNO ha approfondito la tematica relativa alla valorizzazione della città storica, quale principale elemento del paesaggio urbano storicizzato, approfondendo come campione di ricerca l'area del Ghetto Ebraico di Roma. Altre attività significative per la ricerca di settore riguardano il rilievo e la ricostruzione digitale del patrimonio storico-archeologico. Il Prof. Cennamo è coordinatore scientifico dell'accordo di programma per ricerca co-finanziato dal Comune di Sicignano degli Alburni (SA) e finalizzato alla valorizzazione del Castello Giusso, importante fortificazione di primo impianto normanno, attraverso attività di indagine, rilievo con tecnologie avanzate (laser scanning), rappresentazione e ricostruzione storica digitale.

S.S.D. ING-IND/16 TECNOLOGIE E SISTEMI DI LAVORAZIONE

Prof. Michele Giordano - professore straordinario

L’attività di ricerca del Prof. Michele Giordano si svolge sulle tematiche tipiche del settore scientifico disciplinare ING-IND/16 e sarà focalizzata nell’area dell’Ingegneria e della Scienza dei materiali.
In particolare si concentra principalmente sulle aree dei nano materiali compositi, composti principalmente da polimeri, includendo la progettazione multiscala e il processo di materiali compositi multifunzionali. Nell’attività del Prof. Giordano è inclusa la gestione di gestione sanitari ed lo studio dei thin films per applicazioni ingneristiche in campo sensoristico ed optoelettronico.

S.S.D. ING-IND/17 IMPIANTI INDUSTRIALI MECCANICI

Prof. Saulius Kaciulis - professore straordinario

L’attività di ricerca del Prof. S. Kaciulis proseguirà nello studio delle tematiche proprie del settore scientifico disciplinare ING/IND 17, in collaborazione con l’Università di Roma, Tor Vergata. Dal 1985 ad oggi il Prof. S. Kaciulis sta lavorando nel campo dell’analisi di superfici dello stato solido mediante le tecniche: X-ray Photoelectron Spectroscopy (XPS), Auger Electron Spectroscopy (AES), Secondary Ion Mass Spectroscopy (SIMS), ecc. Le tematiche future saranno lo studio di superfici ed interfacce nel campo della caratterizzazione dei rivestimenti anti-usura, film sottili e strutture a multilayer basati su semiconduttori e ossidi metallici, materiali biocompatibili, leghe metalliche, materiali compositi, nanoparticelle metalliche ed altri materiali innovativi.

Prof. Elpidio Romano – ricercatore

In linea con la varietà dei contenuti disciplinari propri dell’indirizzo di Impianti Industriali e di Gestione e Progettazione dei Sistemi di Traffico e dei Trasporti, l’attività di ricerca svolta a tutt’oggi è stata orientata ai principali aspetti della pianificazione, progettazione e gestione dei sistemi di produzione, di trasporto e della logistica. L’attività di ricerca svolta ha prodotto numerosi lavori scientifici. L’attività scientifica è stata condotta nell’ambito: della risoluzione di problemi relativi ai flussi di traffico, alla progettazione e gestione, mediante modelli avanzati di programmazione e simulazione, di sistemi intermodali; della realizzazione di progetti infrastrutturali in campo trasportistico; della logistica e della gestione della produzione. Particolare attenzione è stata rivolta a problematiche inerenti alla progettazione di nodi logistici (porti ed aeroporti, principalmente) da un punto di vista operativo/funzionale e da un punto di vista meramente infrastrutturale, ma anche alla Forward and Reverse Logistics ed ai problemi di ottimizzazione per la determinazione di politiche innovative di raccolta a trattamento dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE).
Nelle numerose attività di ricerca sono stati sviluppati originali modelli di simulazione, in ambiente integrato (SD e Animazione; SD; SD + DES + Agent Based; simulazione + ottimizzazione), caratterizzati da moduli considerati del tutto generali. In altri termini in seguito allo sviluppo di moduli operativi, realizzati in un linguaggio di simulazione integrato, sono state condotte sperimentazioni in diversi campi sia trasportistici sia logistici – produttivi, verificando la capacità, con piccole modifiche di natura meramente concettuale, di riprodurre e supportare le scelte operativo/funzionali/infrastrutturali, nei diversi campi di interesse. Tale attività ha dato luogo anche alla ricerca di un linguaggio comune per l’indicazione dei diversi moduli che compongono un modello di simulazione caratterizzato da alcuni concetti generali applicabili ad una moltitudine si sistemi reali:

  • Catena degli eventi, per caratterizzare l’evoluzione degli stati in cui transita un sistema nel tempo;
  • Clessidre, per indicare il consumo di tempo nell’utilizzazione di alcune risorse e/o indicare l’evoluzione del tempo necessaria per il passaggio di stato: percorrenza di un tratto di bacino da parte di una nave; tempo di caricazione e scaricazione in banchina; operazione di decollo e atterraggio di un aereo, operazione di degenza in un reparto ospedaliero, stazionamento di materiali in magazzini, ecc.

Un altro tema fondamentale sviluppato è relativo alla manutenzione d’impianti con particolare riferimento alla manutenzione su condizione. Ulteriori campi di interesse scientifico riguardano l’ambito della valutazione quantitativa di problemi di scheduling e di bilanciamento delle linee di produzione/assemblaggio e l’impiego di tecniche quantitative di simulazione a problemi inerenti alla sanità come sistema di produzione di servizi e nel campo medico più specifico. La sua attività di ricerca è testimoniata da lavori scientifici pubblicati nel periodo in esame in Convegni Internazionali, Riviste Nazionali e Internazionali ed in alcuni libri.

S.S.D. ING-IND/22 SCIENZE E TECNOLOGIE DEI MATERIALI

Prof. Gabriel Maria Ingo - professore straordinario

L’attività di ricerca del Prof. Gabriel Maria Ingo prosegue nello studio delle tematiche proprie del settore scientifico disciplinare ING/IND 22, in collaborazione con la Prof.ssa Emma Angelini del Politecnico di Torino, Dipartimento di Scienza Applicata e Tecnologia. Gli interessi di ricerca che ha perseguito da molti anni nell’ambito dello studio e della conservazione del Patrimonio Culturale, investono prevalentemente i materiali metallici archeologici e storico-artistici. In particolare si prendono in esame oggetti in leghe preziose provenienti da varie collezioni: anelli, orecchini, collane, braccialetti, fili d’oro per tessuti e specchi in lega di Ag di varie epoche storiche La ricerca, dopo aver definito dal punto di vista della struttura e della composizione chimica i campioni esaminati, si indirizza nelle seguenti tre direzioni: 1) Studi chimici ed elettrochimici di superficie specificamente rivolti a determinati temi di pertinenza archeologica, tesi a fornire informazioni in merito alla storia delle lavorazioni e finiture dei metalli; questa parte della ricerca richiederà sia uno sviluppo metodologico sia un’analisi conoscitiva di esempi tipici di rilevanza storica. 2) Studi di corrosione e protezione di oggetti in lega di Au, relativi alle situazioni di interramento ed esposizione museale ed alla conservazione dell’aspetto superficiale. 3) Analisi di superficie e sotto-superficiali con tecniche avanzate di fascio non-distruttive o a limitato impatto sugli oggetti in esame).

S.S.D. ING-IND/31 ELETTROTECNICA

Prof. Dario Assante – ricercatore
Prof. Luciano De Menna – Professore straordinario
Prof. Luigi Egiziano – Professore straordinario

L’attività di ricerca svolta dal Prof. Assante, dal Prof. De Menna e dal Prof. Egiziano è incentrata sulla modellistica elettromagnetica. In particolare, le tematiche di maggiore interesse sono le linee di trasmissione, i fenomeni di fulminazione, la modellistica degli acceleratori di particelle, la compatibilità elettromagnetica, la modellistica di interconnessioni ad alta velocità, la modellistica elettrica di compositi e nano compositi polimerici, lo studio delle perturbazioni elettromagnetiche di origine sismica nella ionosfera.
Per quanto riguarda le scariche atmosferiche, che sono un fenomeno elettromagnetico di notevole interesse scientifico, soprattutto in relazione agli effetti prodotti sui sistemi elettrici, l’attività di ricerca riguarda tre aspetti fondamentali del fenomeno: la modellazione del fulmine, ovvero lo studio dell’andamento della corrente lungo il canale di scarica del fulmine, la propagazione del campo elettromagnetico in presenza di terreno conduttivo, sia al di sopra che al di sotto del suolo e lo studio delle sovratensioni indotte su linee di trasmissione.
Per quanto riguarda la modellazione di cavità e componenti per acceleratori di particelle, l’attività di ricerca ha l’obiettivo di esaminare cavità tipicamente impiegate negli acceleratori di particelle, al fine di caratterizzarne il comportamento elettromagnetico tramite il calcolo di parametri sintetici quali l’impedenza di accoppiamento longitudinale e trasversa. Tali parametri sono utili per quantificare globalmente l’interazione fra la struttura ed il fascio che la attraversa e sono fondamentali per la progettazione delle macchine.
L’ultima attività di ricerca che si sta sviluppando è legata al satellite della classe CSES, in collaborazione con i colleghi dell’area Fisica e con varie Università ed istituti di ricerca in Italia (Università di Tor Vergata, Trento e Roma Tre e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) ed all’estero (China Earthquake Administration, Cina). L’attività riguarda la partecipazione allo sviluppo dei vari componenti del satellite CSES.

S.S.D. ING-IND/35 INGEGNERIA ECONOMICO GESTIONALE

Prof. Simone Cabasino – professore straordinario

Il Prof. Simone Cabasino è socio fondatore e presidente della NEAT S.r.l. Svolge attività di ricerca sui sistemi ad elevata integrità della sicurezza, studiando il ciclo di vita di sistemi a cui viene richiesto un adeguato livello di integrità della sicurezza (SIL) per poter svolgere funzioni critiche per la sicurezza. Ha svolto attività di ricerca come Primo Ricercatore presso l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e diretto diverse unità di R&S e imprese industriali. È stato capo progettista e co-designer di diversi sistemi hardware e software: quadri, processori ad alte prestazioni, compilatori, linguaggi innovativi e sistemi operativi. Come ricercatore dell'INFN è stato coordinatore di unità e progettista dell’architettura di super computer paralleli della famiglia APE. È stato uno dei creatori del linguaggio Dynamic Concept. È autore di circa 50 pubblicazioni internazionali sul software di sistema, applicazioni ad alte prestazioni, simulazioni, supercalcolo e le lingue. Nel 1998 ha lasciato INFN.

Prof. Domenico Iuliano – professore straordinario

La sua attività di ricerca del prof Domenico Juliano si sviluppa principalmente nel settore dell’organizzazione aziendale, con particolare riferimento allo studio e l’implementazione di piani di turnaround e ristrutturazione industriale e finanziaria, l’implementazione di programmi di miglioramento delle performance industriali e commerciali, l’implementazione di programmi di gestione ed ottimizzazione della tesoreria e dei flussi di cassa. Ha maturato un’ampia esperienza nell’ambito della organizzazione industriale, essendo stato dal 2005 al 2010 Case Team Leader, con qualifica di dirigente, presso la Bain & Company Italy, dove ha maturato esperienze di acquisizione e fusione aziendale, pianificazione strategica ed industriale, organizzazione e ristrutturazione aziendale e finanziaria, nei settori Automotive, Aerospace & Defence, Engineering & Construction, Energy & Utility, Private Equity. È stato anche Senior Associate, con qualifica di dirigente, presso Alvarez & Marsal di Milano, acquisendo competenze specifiche di restructuring e turnaround industriale e finanziario, nel campo Automotive, Apparel e Moda Lusso, Private Equity.

Prof.ssa Marta Flamini – ricercatore

L’attività di ricerca di Marta Flamini si colloca nell’ambito dell’Information Security e della Privacy. Essa riguarda lo studio di modelli economici per determinazione del livello di investimenti in sicurezza che un service provider deve sostenere al fine di proteggere i dati personali dei propri clienti. Vengono studiati diversi aspetti del problema quali: modelli per la valutazione della perdita economica che il cliente subisce in seguito ad un data breach nella banca dati del service provider, data una certa legge di riduzione della probabilità di data breach in relazione al livello di investimenti in sicurezza sostenuto dal service provider; valutazione della negligenza da parte del service provider secondo le leggi di negligenza presenti in letteratura; modelli per la stima, affetta da errore con una certa distribuzione di probabilità, della perdita subita dal cliente dato un certo livello di investimenti in sicurezza adottato dal service provider. Un altro filone di ricerca riguarda la stima dell’indice di Herfindahl-Hirshman (HHI), quale indice di concentrazione di mercato che esprime il livello di competizione tra le aziende. Spesso risulta impossibile calcolare il valore esatto di tale indice a causa delle limitate informazioni che si hanno riguardo le quote di mercato di ciascuna azienda: in questo ambito si sviluppa quindi lo studio di modelli di stima dell’HHI in situazione di informazione incompleta. L’attività di ricerca di Marta Flamini si sviluppa anche nel S.S.D. MAT/09, Ricerca Operativa. Vengono studiati problemi di ottimizzazione combinatoria che trovano applicazione pratica in ambiente manifatturiero o dei servizi di trasporto. Vengono studiati modelli e progettati algoritmi per la soluzione di problemi di routing e scheduling per lo sviluppo di sistemi di supporto alle decisioni per la gestione del traffico aereo a terra, del traffico ferroviario, dell’instradamento di veicoli su reti urbane; vengono studiati e risolti problemi di scheduling che riguardano la gestione e l’ottimizzazione della produzione manifatturiera.

S.S.D. ING-INF/04 AUTOMATICA

Prof. Ottorino Veneri – professore straordinario

L’attività di ricerca presente e futura del Prof. Ottorino Veneri, ricercatore presso l’Istituto Motori del CNR, riguarda prevalentemente lo studio teorico e sperimentale delle caratteristiche di funzionamento di accumulatori elettrici ad elevata densità energetica e supercondensatori ad elevata densità di potenza di impiego nei sistemi di propulsione. L’attività di ricerca include anche lo studio dei criteri di dimensionamento, la caratterizzazione sperimentale e la gestione ottimizzata di motori e generatori elettrici, azionamenti elettrici e dispositivi di conversione statica dell'energia elettrica utilizzati nei sistemi di propulsione puramente elettrici ed ibridi. Inoltre il Prof. Veneri si occupa anche dello studio, caratterizzazione sperimentale e gestione dei flussi energetici per le stazioni di ricarica di propulsori ibridi di tipo plug-in, valutando le problematiche di interconnessione di tali dispositivi in smart-grid ed alla rete elettrica principale, e l’analisi sperimentale dei rendimenti energetici totali e dei singoli sottosistemi e componenti dei sistemi ibridi di trazione e dei relativi dispositivi di ricarica. Tali tematiche sono sviluppate anche in collaborazione con studenti, dei quali il Prof. Veneri è correlatore di tesi di laurea e responsabile di tirocini formativi.

S.S.D. ING-INF/05 SISTEMI DI ELABORAZIONE DELLE INFORMAZIONI

Prof. Romeo Beccherelli – professore straordinario
Prof. Fernado Ferri – professore straordinario
Prof.ssa Patrizia Grifoni – professore straordinario
Prof. Marco Padula – professore straordinario
Prof. Claudio Fornaro – ricercatore
Prof. Emanuel Weitschek – ricercatore

Il Prof.. Romeo Beccherelli attualmente si interessa di tecnologia dei Sensori e dei Microsistemi. Le tematiche su cui svilupperà le sue ricerca saranno i dispositivi fotonici tarabili microlavorati per telecomunicazione e di rilevamento ed i grandi array di sensori per gas, sostanze volatili, umidità e pressione. Ha costruito la sua reputazione internazionale sui display a cristalli liquidi, durante il suo dottorato di ricerca presso il Dipartimento di Ingegneria Elettronica - Università di Roma "La Sapienza", come assistente di ricerca presso il dipartimento di Ingegneria Scienza - Università degli Studi di Oxford e come Visiting Research Fellow presso il Dipartimento di Elettronica e Informazione Sistemi dell’Università di Ghent (BE) e presso il Dipartimento di Fisica - Divisione di Microelettronica e Nanoscienze - Chalmers University of Technology ", Gothemburg (SE). È coordinatore di un progetti di ricerca bilaterali “grande rilevanza” tra l’Italia e la Grecia (in corso, finanziato dal Ministero degli Affari Esteri italiano ) volto a indagare e sviluppare fotonica basata sui cristalli, per comunicazioni ottiche a base di silicio e cristalli liquidi. Coordina progetti di ricerca bilaterali "grande rilevanza" e tra Italia e Turchia (in corso, finanziato dal Ministero della Pubblica Istruzione italiano e turco TUBITAK), indagando sui risonatori microfotonici su silicio per le comunicazioni ottiche e sensori. Partecipa come workpackage leader nel progetto finanziato UE: FP6- IST - NoE " VANGELO". È workpackage leader nel progetto finanziato UE: FP7- ICT - STREP " Neurochem", indagini e sviluppo di grandi array di sensori di gas e la loro elettronica. Coordina il progetto finanziato dall’UE FP7-PEOPLE - IEF " ALLOPLASM " per indagare sui dispositivi a plasmoni-polaritoni di superficie.

Il Prof. Fernando Ferri è ricercatore senior del CNR dal 2001. Coordina due progetti europei e un progetto italiano ed è stato responsabile di unità CNR di circa 15 progetti europei ed italiani dal 1996. Le sue principali aree di ricerca presente e futura sono: l’informatica sociale, il social computing, l’interazione uomo-macchina, l’interazione multimodale, le interfacce basate su Sketch, le applicazioni multimediali, la modellazione utente, i knowledge databases, i sistemi informativi geografici, il Risk Management e l’informatica medica.

La Prof.ssa Patrizia Grifoni è attualmente ricercatore presso l’Istituto di Ricerche sulla Popolazione e Politiche Sociali del Consiglio Nazionale delle Ricerche Italia dal 1990. Le sue principali aree di ricerca presente e futura sono: l’informatica sociale, il social computing, l’interazione uomo-macchina, l’interazione multimodale, le interfacce basate su Sketch, le applicazioni multimediali, la modellazione utente, i knowledge databases, i sistemi informativi geografici, Risk Management, Web 2.0, Internet del futuro, GIS, i social networks.

Il Prof. Marco Padula è primo ricercatore CNR, responsabile della sede di Milano di ITC-CNR dal 2004 (Provvedimento n.26/2009, Prot. 00011908, 10/03/2009), il ruolo conferito ha avuto durata continuativa ed e' tuttora svolto Dimensioni struttura: 2 primi ricercatori, 2 ricercatori, 1 tecnologo TD, 4 unità tecn./amm., assegnisti di ricerca, stagisti, laureandi. E' membro del Gruppo di pilotaggio del Gruppo Foresight S&T internazionale del CNR, Responsabile piattaforma informatica (Provvedimento del Presidente n. 0043590 del 9 giugno 2014) con, attualmente, 173 utenti registrati. L’attività di ricerca del Prof. Marco Padula contempla la collaborazione alla realizzazione di ITC-CNR Formazione, certificata ISO 9001:2000 da RINA e la partecipazione a diversi progetti europei quali: CONNIE (Construction News and Information electronically (programma eContent, 2005): Albania: Conoscere, Comunicare, Condividere (programme INTERREG III-A FESR/CARDS Italia-Albania 2004/2006, Asse IV – Turismo, Beni Culturali e Cooperazione Istituzionale); SITRuS – Sistema Innovativo per il Turismo Rurale e Sostenibile. Nuove tecnologie (programme INTERREG III-A FESR/CARDS Italia-Albania 2004/2006, Asse IV – Turismo, Beni Culturali e Cooperazione Istituzionale); WET-SYS – Gestione sostenibile del sistema delle aree umide appulo-albanesi: riqualificazione di bacini artificiali costieri naturalizzati (programma INTERREG III-A Italia-Albania, Asse II – Ambiente e sanità); European Code of Practices for Telehealth services – (programme of Community Action in the Field of Health, active); HOST – Smart technologies for self-service to seniors in social housing (programme AAL Joint Programme, call 3): PICKFIBER – (programme Interreg IVC – INNOVATION4WELFARE). La sua attività di ricerca si sviluppa nei settori del web-based interaction and services, degli information systems e dell’e-learning.

L’attività di ricerca attuale del Prof. Claudio Fornaro è articolata su diversi settori dell’informatica, dalla sicurezza informatica (sicurezza “tout-cour”, infrastrutture a chiave pubblica, intrusion detection, watermarking), all’analisi prestazionali nel settore medico.  Inoltre include simulazioni, progettazione e sviluppo del software embedded per la gestione di dispositivi di acquisizione dati. In particolare questi ultimi sono finalizzati ai progetti del telescopio JEM-EUSO e del satellite CSES. E’ in corso la realizzazione di diversi esperimenti pathfinder del progetto JEM-EUSO quali: l’installazione su un pallone stratosferico dell’esperimento EUSO-Balloon (lanciato nell’agosto 2014 a Timmins - Canada, ON); il lancio di un secondo pallone è previsto in Francia nel 2016; un terzo pallone di lunga durata - 50 giorni - sarà lanciato in Nuova Zelanda sempre nel 2016, in collaborazione con la NASA; l’esperimento EUSO-TA nel deserto dello Utah (USA) presso il Cosmic Ray Center di Delta; e l’esperimento Mini-EUSO da installare sulla Stazione Spaziale Internazionale nel 2017. Per il progetto EUSO, Claudio Fornaro ha realizzato il software di acquisizione dati dell’esperimento  EUSO-Balloon e lo ha controllato nella Ground Station presso la Statospheric Ballon Base di Timmins (Canada) nella seconda metà di agosto 2014. Egli partecipa ora allo sviluppo dei sistemi di data handling per gli esperimenti su pallone e mini-Euso.  Il secondo progetto in cui è coinvolto il prof. Fornaro, questa volta come responsabile del software del sistema embedded di acquisizione dati, è denominato CSES/Limadou. Il progetto prevede la realizzazione di due esperimenti denominati HEPD e EFD da installare sul satellite CSES progettato in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Cinese. Scopo della missione è studiare da satellite i precursori degli eventi sismici rilevabili nelle fasce di Van Allen e nell’alta ionosfera.

Il Prof. Emanuel Weitschek è attualmente ricercatore nel settore scientifico disciplinare Ing-Inf/05 (sistemi di elaborazione delle informazioni) presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università Telematica Internazionale Uninettuno. Collabora inoltre con l’Istituto di Analisi dei Sistemi ed Informatica “Antonio Ruberti” del Consiglio Nazionale delle Ricerche. I suoi ambiti scientifici principali sono la bioinformatica, l’informatica biomedica ed i big data. In tali ambiti Emanuel Weitschek ha effettuato e coordinato attività di sviluppo software, di estrazione, conversione, gestione, integrazione ed analisi di dati provenienti da grandi data base contenenti dati genomici e clinici. Emanuel Weitschek collabora con molteplici istituti ed enti di ricerca come l’Istituto Superiore di Sanità per l’acquisizione e l’analisi di sequenze genomiche provenienti da virus e batteri, il Centro di Neurolesi “Bonino Pulejo” per l’elaborazione di segnali biomedici (elettroencefalogrammi) di pazienti affetti dall’Alzheimer, la fondazione EBRI (fondata da Rita Levi Montalcino) per l’analisi di dati clinici e genomici di pazienti affetti da malattie neurodegenerative, il Consortium for the Barcode of Life, il centro di ricerca greco Demokritos e l’Università di Helsinki per la classificazione di specie a partire da sequenze genomiche, il Politecnico di Milano per la gestione e l’interrogazione di dati di pazienti affetti da tumore e l’Università di Tunisi per l’analisi di dati di espressioni geniche.  Emanuel Weitschek è autore di oltre 30 pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali, atti di convegno, capitoli di libro e rapporti tecnici. Ha inoltre presentato i suoi lavori di ricerca presso molteplici convegni internazionali (Europa, America, Asia, Oceania), in cui ha stabilito numerose collaborazioni scientifiche internazionali.

S.S.D. MAT/05 ANALISI MATEMATICA

Prof. Nicola Mastronardi – professore straordinario
Prof. Clemente Cesarano – ricercatore
Prof. Domenico Finco – ricercatore

L’attività di ricerca del Prof. Nicola Mastronardi si basa principalmente sull’analisi e la risoluzione di sistemi lineari di grandi dimensioni e strutturati  noti in letteratura come sistemi KKT o di punto sella. La struttura  dei sistemi deriva naturalmente dal problema che li origina ed in questo progetto saranno  considerati sistemi derivanti da problemi di programmazione lineare e quadratica  risolti mediante metodi “rimal-dual” Interior Point e da problemi di controllo ottimo di processi dinamici con molti controlli. La caratteristica comune alle strategie risolutive e di precondizionamento che verranno sviluppate sarà l’utilizzo delle proprietà strutturali delle matrici. Riguardo ai sistemi derivanti da metodi Interior Point, sono analizzate le possibili riformulazioni a blocchi dei sistemi e le proprietà spettrali delle matrici nell’intero corso delle iterazioni del  metodo Interior Point.
Quindi si studiano procedimenti risolutivi  per i sistemi lineari che rendano più efficiente l’intera procedura di ottimizzazione. In particolare, sono studiate modifiche di rango basso di  precondizionatori noti, tecniche di aggiornamento per sequenze di sistemi KKT ed equazioni normali ottenuti dalle riformulazione di sistemi KKT, precondizionatori ad-hoc derivanti dall’analisi delle specifiche proprietà dei blocchi dei sistemi KKT. Per i sistemi derivanti dalla discretizzazione di problemi di controllo ottimo di processi dinamici con molti controlli, si studiano nuove fattorizzazioni di tipo  antitriangolare a blocchi. L’obiettivo e’ la definizione  di  un algoritmo efficiente  e stabile, perchè basato su trasformazioni ortogonali, che calcoli in modo ricorsivo la fattorizzazione antitriangolare di un sistema KKT e che preservi parte della struttura iniziale della matrice dei coefficienti in modo da risolvere il sistema lineare associato con un costo dipendente linearmente dalle dimensioni della matrice. Inoltre il Prof. Mastronardi, in collaborazione con il Prof. Cesarano, si occupa di metodi numerici per problemi in cui sono coinvolti polinomi ortogonali.

L’attività di ricerca del Prof. Clemente Cesarano si basa da un lato nello studio delle tematiche proprie del settore scientifico disciplinare MAT/05 - Analisi Matematica e si sviluppa sia nel settore affine MAT/08 - Analisi Numerica, grazie anche alla collaborazione con il professor Mastronardi dell’Istituto delle Applicazioni del Calcolo del CNR, Istututo presso cui il Prof. Cesarano è ricercatore associato dall’Ottobre 2013, che nell’ambito scientifico dell’Ingegneria Industriale in collaborazione con il professor Veneri dell’Istituto Motori del CNR di Napoli. Gli interessi di ricerca che ha perseguito in Analisi Matematica, da molti anni, investono prevalentemente il campo delle funzioni speciali e dei polinomi ortogonali, con particolare riguardo alle relative applicazioni per le soluzioni delle equazioni differenziali sia ordinarie che alle derivate parziali. In particolare, i risultati ottenuti recentemente sulle tecniche operatoriali dei Polinomi Ortogonali, quali i Polinomi di Chebyshev e i Polinomi di Hermite, hanno consentito di perseguire in questi anni, sia un’ulteriore investigazione sulle proprietà individuate che uno studio multi-settoriale per le diverse applicazioni che tali tecniche consentono di ottenere. Su tali premesse, il Prof. Cesarano ha in corso una collaborazione con il Dipartimento di Scienze Applicate dell’Università La Sapienza di Roma da Marzo 2014; collaborazione che verte prevalentemente sugli aspetti analitico-algebrici dei suddetti Polinomi di Hermite al fine di ricercare ulteriori connessioni tra la loro preminente caratteristica algebrico-geometrica e le numerose analisi spettrali che essi consentono nei settori dell’analisi matematica e dell’analisi numerica. Un’ulteriore attività di ricerca che viene sviluppata riguarda lo sviluppo del calcolo frazionario. Tematica precedentemente affrontata dal Prof. Cesarano e che è adesso svolta in collaborazione con il Prof. Vazquez dell’Università Complutense di Madrid e con il Prof. Jimenez dell’Università Politecnica di Madrid, grazie ad un accordo di ricerca. I metodi numerici, intesi come applicazioni sia delle Funzioni Speciali (in particolare delle Funzioni di tipo Bessel) che della ampia famiglia dei Polinomi Ortogonali, sono in questi recenti anni, oggetto di ulteriore studio con la collaborazione dei ricercatori dell’Istituto delle Applicazioni del Calcolo del CNR, avendo come riferimento il Prof. Mastronardi. Infine, la recente collaborazione con l’Istituto Motori del CNR, nelle persone del Prof. Veneri e del prof. Capaldi, si articola sulle applicazioni del calcolo numerico per lo sviluppo del progetto PLACIS (Plateforme Collaborative d’Ingénierie Systèmes); in particolare per la realizzazione di diagrammi di flusso al fine di comprendere in che modo opera il sistema studiato (aspetto Functional) e sulla determinazione di modelli analitici per simulare ed analizzare il comportamento reale del sistema (aspetto Logical).

L’attività di ricerca del Prof. Domenico Finco si articola prevalentemente lungo due filoni di ricerca a cavallo tra i settori MAT05, in cui è inquadrato come ricercatore a tempo indeterminato, e MAT07, in cui ha ottenuto l’abilitazione come professore di seconda fascia. Il primo filone riguarda lo studio delle proprietà dell’equazione di Schroedinger non lineare, come paradigma di equazione dispersiva, su strutture ramificate od in presenza di difetti puntuali e si inquadra nell’ambito delle equazioni a derivate parziali non lineari e delle problematiche connesse come ad esempio lo studio di soluzioni stazionarie e della loro stabilità mediante metodi variazionali e topologici su cui sono stati ottenuti diversi risultati. Nel futuro verrà affrontato in maniera approfondita come la topologia non banale influenzi le proprietà degli stati stazionari. Alcuni risultati preliminari mostrano una straordinaria ed inaspettata ricchezza di comportamenti. Gli stati stazionari, in cui appaiono le funzioni di Jacobi e che possono essere costruiti esplicitamente, esibiscono diversi tipi di biforcazioni, da autovalori immersi nel continuo, dal fondo dello spettro, biforcazioni secondarie da risonanze del linearizzato, da autovalori isolati che non si riscontrano in altri modelli e per cui non esiste una teoria generale che copra questi casi. La partecipazione al progetto FIRB 2012 "Dinamiche dispersive: analisi di Fourier e metodi variazionali" si inquadra in questo ambito. Il secondo filone riguarda l’applicazione di tecniche mutuate dall’analisi funzionale per la costruzione rigorosa di Hamiltoniane a molti corpi con interazione a portata zero comunemente usate in fisica per la descrizione di gas ultrafreddi nel limite unitario. Tale filone si inquadra nell’ambito della Meccanica Quantistica e dello studio di proprietà di stabilità. La partecipazione al progetto PRIN 2012 "Problemi Matematici delle Teorie Cinetiche e Applicazioni" si inquadra in questo ambito. Per il futuro si intende studiare l’esistenza di estensioni auto aggiunte di tipo non STM ed estendere a N fermioni i risultati di stabilità sino a qui ottenuti. Ulteriori filoni di ricerca riguardano la costruzione di modelli rigorosi per lo studio della decoerenza e la giustificazione di modelli con difetti non lineari come modelli efficaci a partire da modelli non lineari riscalati nell’ambito delle collaborazioni attualmente in corso con A. Teta, D. Noja, C. Cacciapuoti. È in atto l’attività di disseminazione dei risultati di ricerca ottenuti in diverse conferenze, sia nazionali che internazionali; in tal senso è stato organizzatore di una conferenza nazionale.

S.S.D. MAT/06 PROBABILITA’ E STATISTICA

Prof. Raffaele Persico-ricercatore

L’attività di Ricerca di Raffaele Persico si è sviluppata nell’ambito del “Nondestructive Testing” (NDT) e nell’ambito dei sistemi “Ground Penetrating Radar” (GPR), con particolare riferimento a problemi riguardanti la ricostruzione di oggetti sepolti da dati GPR. In particolare, Raffaele Persico ha investigato algoritmi di diffusione inversa lineare e non lineare, nell’ambito dei quali ha studiato in particolare le relazioni possibili e intercorrenti fra la qualità della ricostruzione ottenibile, la sua robustezza contro le incertezze parametriche e l’onere richiesto in termini di tempo di misura, tempo di elaborazione e risorse computazionali necessarie. Questo è stato fatto in particolare con riferimento alla configurazione di misura, all’altezza della linea di misura, alle caratteristiche radiative delle antenne, alla possibile stratificazione dello scenario di riferimento, alla scelta del passo spaziale e del passo in frequenza e alle possibili proprietà magnetiche del mezzo di propagazione e degli oggetti in esso immersi, e tenendo conto (mediante opportune analisi degli errori) degli errori di modello e delle incertezze parametriche che entrano in gioco. Si sono poi effettuati studi riguardo al riguardo al problema dei minimi locali nell’ambito di un approccio non lineare e tenendo in conto gli errori di modello e le incertezze parametriche coinvolte.
Le analisi condotte e le tecniche di inversione sono state testate sia su dati sintetici (facendo uso sia di codici di elaborazione commerciali che di codici implementati o modificati appositamente, scritti in ambiente MATLAB) che su dati reali raccolti in Italia e all’estero, sia su test sites che sul campo, con particolare riferimento a siti di interesse archeologico e culturale in genere.
Sono poi state effettuate attività di ricerca relative all’hardware dei sistemi GPR, ed in particolare Raffaele Persico ha ideato e brevettato insieme ai colleghi Masini e Soldovieri il sistemi georadar stepped frequency riconfigurabile, di cui ha curato la realizzazione di un prototipo tutt’oggi in dotazione all’IBAM-CNR. In relazione a questo prototipo, è stato poi successivamente messo a punto e testato sul campo un algoritmo per la programmazione della durata dei tempi di integrazione delle armoniche componenti il segnale, che sulla base della misura di parametri statistici sul campo calibra questi tempi in modo da mitigare l’effetto di possibili interferenze a radio frequenza.
Più recenti attività sono state focalizzate su applicazioni GPR per l’investigazione di manufatti di interesse culturale. In particolare, è in corso un’attività riguardante un hardware specifico per l’ispezione di colonne e pilastri, sulle quali è stata presentata domanda di brevetto italiano ed è stato realizzato un prototipo.
Inoltre, sono state effettuate attività di inserimento dei risultati di prospezioni georadar all’interno di ricostruzioni virtuali 3D dei siti archeologici e degli edifici storici, che in tal modo possono essere oggetto di “scavi virtuali”.
Infine, è stata condotta un’attività di ricerca sulla misura delle caratteristiche elettromagnetiche del suolo o del mezzo ospite in generale, esaminando e individuando strategie per la mitigazione dei principali limiti associati al classico metodo delle iperboli di diffrazione. In questo ambito, sono attualmente allo studio anche eventuali possibilità legate all’uso di sonde per la “ time domain reflectometry” (TDR).

S.S.D. IUS/10 DIRITTO AMMINISTRATIVO

Prof. Fabio Giuseppe Angelini – professore straordinario

L’attività di ricerca presente e futura del Prof. Angelini è focalizzata sulle privatizzazioni delle società a partecipazione pubblica o statale, con particolare attenzione al settore sanitario, e sulle vicende successorie degli enti pubblici. Un altro settore di particolare interesse scientifico è rappresentato dagli appalti e dai contratti pubblici, dalle obbligazioni della pubblica amministrazione, nonché, dai rapporti di partenariato pubblico-privato nel settore delle infrastrutture e dei servizi pubblici. Un ambito di approfondimento su cui nel futuro si concentrerà l’attività di ricerca del Prof. Angelini riguarda i rapporti tra servizi sociali e governo della moneta, laddove l’introduzione dell’euro ha imposto una decisiva svolta sul fronte delle politiche fiscali che, inevitabilmente, stanno comportando conseguenze rilevanti sia sul fronte della tutela dei diritti sociali che su quello delle modalità di erogazione dei servizi sociali.
Parte dei suoi interessi scientifici sono rivolti, ormai da oltre otto anni, allo studio della cultura economica, politica e giuridica della tradizione “ordoliberale” e dell’analisi economica del diritto proposta dai padri dell’economia sociale di mercato, nonché, delle relazioni tra tale filone di pensiero e la dottrina sociale della Chiesa. Come Direttore Generale del Centro Studi Tocqueville-Acton, think-tank dedicato allo studio dell’economia di mercato e della dottrina sociale della Chiesa, ha sviluppato numerosi progetti di sviluppo del territorio e realizzato diversi interventi nel settore della cultura e della promozione del valore della centralità della persona promossi e cofinanziati dalla Fondazione Cariplo.

 

 

Infine, per quanto riguarda generalmente l’attività di pubblicazione scientifica, il livello può considerarsi nel complesso più che sufficiente (come dimostrato dall’elenco delle pubblicazioni per ogni docente). Certamente, alla luce delle prime azioni dell’ANVUR, sarà necessario in futuro incrementare ulteriormente l’attività pubblicistica e l’impatto dei lavori scientifici condotti dalla Facoltà di Ingegneria della UTIU.
In tal senso, il recente rafforzamento della Facoltà con la convenzione stipulata con il CNR (e la perfezionanda convenzione con INFN) e l’immissione nei ruoli della Facoltà di primari scienziati di livello internazionale, unito alla possibilità di usufruire, in collaborazione, dei prestigiosi laboratori CNR ai fini della ricerca sperimentale, dovrebbero garantire una crescita importante dell’attività di ricerca negli anni a venire.
Occorre tuttavia, a cominciare dal presente anno accademico, incrementare uno specifico impegno per l’accesso ai finanziamenti più importanti quali quelli del programma Europeo Horizon 2020, della European Research Foundation (ERC) e ai programmi nazionali quali SIR, PRIN, FIRB e altri. Anche le iniziative locali, come il Bando per il Programma 203 della Regione Lazio, se pur inquadrate in maniera interdisciplinare tra le facoltà dell’Ateneo, potranno coinvolgere le competenze della Facoltà di Ingegneria.
Al fine di potenziare le sinergie interdisciplinari, all’interno della Facoltà sono stati recentemente costituiti due gruppi focalizzati di ricerca, rispettivamente il gruppo “Uninettuno – High Energy” e il gruppo “Uninettuno – Earth”, all’interno dei quali si cerca di coordinare tematiche interdisciplinari con la partecipazione dei ricercatori e docenti d’area interessati.
Sulla base di quanto sopra riportato, il rapporto sull’attività di ricerca è strutturato, qui di seguito, mediante l’esposizione separata dei risultati di ricerca conseguiti nei principali settori scientifico-disciplinari afferenti alla Facoltà di Ingegneria. Si noti che, come nelle migliori tradizioni delle Facoltà di Ingegneria italiane, tale attività spazia dai settori della ricerca scientifica di base (Fisica, Chimica, Matematica) fino ai settori tipicamente ingegneristici (Meccanica, Elettronica, Informatica, Scienza delle Costruzioni), per arrivare ai settori maggiormente "terziari" quali la gestione dei progetti, la qualità e il management a livello industriale.

 

 

Per quanto riguarda l’attività di pubblicazione scientifica, il livello può considerarsi nel complesso più che sufficiente (come dimostrato dall’elenco delle pubblicazioni, allegato al presente rapporto). Certamente, alla luce delle prime azioni dell’ANVUR, sarà necessario in futuro incrementare ulteriormente l’attività pubblicistica e l’impatto dei lavori scientifici condotti dalla Facoltà di Ingegneria della UTIU.
In tal senso, il recente rafforzamento della Facoltà con la convenzione stipulata con il CNR (e la perfezionanda convenzione con INFN) e l’immissione nei ruoli della Facoltà di primari scienziati di livello internazionale, unito alla possibilità di usufruire, in collaborazione, dei prestigiosi laboratori CNR ai fini della ricerca sperimentale, dovrebbero garantire una crescita importante dell’attività di ricerca negli anni a venire.
Occorre tuttavia, a cominciare dal presente anno accademico, avviare uno specifico impegno per l’accesso ai finanziamenti più importanti quali quelli del programma Europeo Horizon 2020, della European Research Foundation (ERC) e ai programmi nazionali quali SIR, PRIN, FIRB e altri. Anche le iniziative locali, come il Bando per il Programma 203 della Regione Lazio, se pur inquadrate in maniera interdisciplinare tra le facoltà dell’Ateneo, potranno coinvolgere le competenze della Facoltà di Ingegneria.
Al fine di potenziare le sinergie interdisciplinari, all’interno della Facoltà sono stati recentemente costituiti due gruppi focalizzati di ricerca, rispettivamente il gruppo “Uninettuno – High Energy” e il gruppo “Uninettuno – Earth”, all’interno dei quali si cerca di coordinare tematiche interdisciplinari con la partecipazione dei ricercatori e docenti d’area interessati.
Sulla base di quanto sopra riportato, il rapporto sull’attività di ricerca è strutturato, qui di seguito, mediante l’esposizione separata dei risultati di ricerca conseguiti nei principali settori scientifico-disciplinari afferenti alla Facoltà di Ingegneria. Si noti che, come nelle migliori tradizioni delle Facoltà di Ingegneria italiane, tale attività spazia dai settori della ricerca scientifica di base (Fisica, Chimica, Matematica) fino ai settori tipicamente ingegneristici (Meccanica, Elettronica, Informatica, Scienza delle Costruzioni), per arrivare ai settori maggiormente "terziari" quali la gestione dei progetti, la qualità e il management a livello industriale.

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