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Al via la seconda edizione di “Reporting Climate Change”, il corso dell’Università telematica Uninettuno e della Copeam sui temi ambientali della COP26

10.11.2021

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  • Trenta i giornalisti partecipanti, di cui quasi la metà donne, provenienti da paesi del Medio Oriente, Nord Africa, Africa subsahariana e Balcani. Più di 50 i giornalisti da 13 diversi paesi hanno preso parte all'edizione del corso già conclusa
  • Numerosi esperti internazionali – dal mondo accademico, scientifico e dei media – sono coinvolti nei moduli del corso per svolgere lezioni video (disponibili in inglese, francese e arabo) e illustrare casi di studio ed esperienze sul campo
  • Cambiamento climatico, sicurezza delle risorse idriche, transizione energetica, sostenibilità e crimini ambientali tra i numerosi temi della COP26 trattati durante il corso.

Roma 10 novembre 2021 – Al via la seconda edizione del corso e-learning internazionale “Reporting Climate Change”, dedicato al tema del cambiamento climatico e lanciato da UNINETTUNO e COPEAM (Conferenza Permanente dell’Audiovisivo Mediterraneo) nel corso dei lavori della COP26 di Glasgow, grazie al sostegno della BEI - Banca Europea per gli Investimenti

L’innovativo corso di formazione on-line ampliato quest’anno con nuovi moduli didattici è erogato in tre lingue (Inglese, Francese e Arabo) ed è aperto a tutti i giornalisti televisivi, radiofonici e alla stampa della Regione MENA, dei Balcani e dell’Africa Subsahariana e ha come obiettivo quello di far approfondire ai giornalisti partecipanti le conoscenze legate alle attuali sfide dello sviluppo sostenibile dell’impatto del cambiamento climatico, in modo che riescano a comunicarlo con competenza.

 

Reporting Climate Change quest’anno si inserisce in un momento di massima attenzione riguardo ai temi ambientali e ai cambiamenti climatici, discussi in modo approfondito sia al G20 di Roma sia alla COP26 di Glasgow di questi giorni. L’Università Uninettuno si è impegnata a realizzare il corso di formazione on-line professionalizzante sul tema dei cambiamenti climatici per i giornalisti che devono informare l’opinione pubblica in modo corretto per rendere tutti più consapevoli dei pericoli del futuro dell’umanità e quindi favorire l’aumento dell’impegno di tutti i cittadini giovani e adulti  a stimolare constantemente i decisori politici ad assumere in tempi rapidi le misure correttte per creare un futuro al nostro pianeta. I nuovi moduli didattici, la multimedialità dei materiali forniti ai giornalisti partecipanti, unitamente all’attualità delle questioni dibattute durante il corso, hanno garantito il successo anche di questa edizione, con la partecipazione di giornalisti professionisti provenienti in particolare dai paesi emergenti africani e del Mediterraneo, di cui quasi la metà donne” ha dichiarato Maria Amata Garito, Rettore dell’Università Uninettuno.

 

“Lo sviluppo sostenibile e il cambiamento climatico sono diventati oggi temi centrali per il sistema dell’informazione a livello globale. Questo è dovuto, da un lato, al fatto che l’emergenza ambientale sta diventando sempre più grave e, dall’altro, al fatto che la domanda di informazione e di elementi di comprensione da parte del pubblico è notevolmente cresciuta. Da diversi anni la COPEAM, grazie al partenariato con la BEI, è impegnata in attività di formazione per i giornalisti su questi temi perché eravamo e siamo oggi ancora più convinti che i media abbiano un ruolo e una responsabilità enormi rispetto a questioni così complesse: diffondere una corretta conoscenza, educare e promuovere comportamenti sostenibili, fare inchieste, mettere in relazione il locale con il globale, il mondo scientifico con quello della comunicazione”, ha affermato Claudio Cappon, Segretario Generale della COPEAM.

 

All’edizione del corso già conclusa hanno preso parte più di 50 i giornalisti da 13 diverse nazioni. Quest’anno i partecipanti provengono da una lunga lista di paesi del Medio Oriente, Nord Africa, Africa subsahariana e Balcani: Marocco, Egitto, Algeria, Palestina, Kenya, Nigeria, Uganda, South Africa, Zimbabwe, Cameroon, Bulgaria, Albania, Romania, Kosovo, Grecia. Si tratta di giornalisti scientifici e ambientali che lavorano per media nazionali - come le TV pubbliche algerina, rumena, egiziana, greca, palestinese, il Kenya Television Network o la Cameroon Radio Television -, agenzie di stampa come la MAP - Agence Marocaine de presse o la Middle East News agency, canali satellitari e magazine digitali.

Numerosi esperti internazionali – provenienti dal mondo accademico, scientifico e dei media – sono coinvolti nei moduli del corso per svolgere lezioni video (disponibili in inglese, francese e arabo) e illustrare casi di studio ed esperienze sul campo, fornire materiali di supporto multimediali riguardanti questioni chiave come il cambiamento climatico, la sicurezza delle risorse idriche, la transizione energetica, la sostenibilità e i crimini ambientali.

Al termine del programma di formazione, i giornalisti partecipanti che avranno completato il corso riceveranno un attestato di frequenza firmato congiuntamente dall’Università UNINETTUNO, dalla COPEAM e dalla Banca Europea per gli Investimenti. 

La call di partecipazione è stata fatta circolare non solo attraverso la rete COPEAM e quella della BEI, ma anche attraverso diversi network internazionali di giornalisti del settore, quali il Med Green Journalism Network, il SciDevNet, la WFSJ – World federation of science journalists, l’ANEJ- African Network of Environmental Journalists, l’Earth Journalism Network, altri nazionali come il KENSJA - Kenya Environment and Science Journalists Association e il SASJA - South African Science Journalists’ Association, regionali come il Balkan Network of Science Journalists, e reti di radiotelevisioni come l’AUB – African Union of Broadcasting.

“Certamente il cambiamento climatico è una preoccupazione globale. Tuttavia, ha bisogno di soluzioni locali. Ho avuto la possibilità di rendermene conto chiaramente grazie a questa formazione” ha dichiarato Fatiha Chara, giornalista di Radio Algérienne, partecipante alle scorse edizioni.

Qui i commenti di alcuni giornalisti partecipanti al Reporting Climate Change: https://www.youtube.com/watch?v=bQBCkG8sGDo

Ulteriori approfondimenti sui moduli e sulle lezioni qui: www.uninettunouniversity.net/en/reporting-climate-change.aspx

Uninettuno

L’Università Uninettuno nasce dal modello didattico del NETTUNO Network per l'Università Ovunque, un Consorzio di 43 Università italiane e straniere, con cui, dal 1992, migliaia di studenti si sono laureati a distanza tramite televisione e Internet. UNINETTUNO nasce anche dal successo internazionale del progetto MedNet'U (Mediterranean Network of Universities), finanziato dalla Commissione Europea nell'ambito del programma Eumedis, per la creazione di una Università Euromediterranea a distanza. Il punto di forza e di sviluppo di UNINETTUNO è sicuramente costituito dal fatto di essere riuscita ad inserirsi e svilupparsi rapidamente a livello internazionale stipulando accordi con i paesi dell’Europa, degli Stati Uniti, dell’America Latina, Cina, Russia, Georgia e Iraq. Accordi molto importanti sono stati stipulati con i paesi del Mediterraneo, in particolare con l'Egitto, il Marocco, la Siria, la Tunisia. 

Copeam

La COPEAM (Conferenza Permanente dell’Audiovisivo Mediterraneo) è un’Associazione interprofessionale senza fini di lucro che opera nell’ambito della cooperazione internazionale nel settore audiovisivo. Fondata al Cairo nel 1996, essa riunisce oggi circa 60 associati dell’intera area euro-mediterranea, fra cui 33 emittenti televisive e radiofoniche pubbliche della regione, con 24 paesi rappresentati. Il suo Segretariato Generale ha sede a Roma.