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RE-FUTURE. Fostering the Integration of Unaccompanied Refugee minors

07.06.2018

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COMUNICATO STAMPA

RE-FUTURE

Fostering the Integration of Unaccompanied Refugee minors

 

Nell’epoca della Migrazione 4.0, un progetto europeo a sostegno dei minori stranieri non accompagnati, sfrutta la forza trainante dell’innovazione tecnologica come strumento di integrazione culturale.

RE-FUTURE è uno dei 12 progetti selezionati, tra oltre 300, dal Programma Europa Creativa della Commissione Europea per il supporto all’integrazione dei rifugiati ed è stato realizzato da una partnership di realtà europee: Dugong Films (Italia), AccoglieRete (Italia), Università Telematica Internazionale Uninettuno (Italia), Infinity Edge (Italia), Picofilm (Francia), Shoot&Post (Svezia), Asi Film (Turchia) e Road Movie (Italia).

L’iniziativa nasce dall’incontro tra Dugong Films, società italiana di produzione video che coordina il progetto, l’Associazione siciliana AccoglieRete, attiva nella tutela dei minori stranieri non accompagnati e l’Università Telematica Internazionale Uninettuno che da sempre è impegnata in progetti di cooperazione internazionale anche con i paesi del Nord Africa, del Medio Oriente e dell’Africa subsahariana , e che ha creato nel 2016 l’Università per Rifugiati . Il progetto vede anche la partecipazione di una rete di cinque partner che operano nel settore della produzione video e cinematografica.

L’obiettivo del progetto è stato quello di scoprire la realtà dell’integrazione attraverso gli occhi dei minori migranti non accompagnati con il linguaggio universale dell’immagine e di sensibilizzare i cittadini verso le loro problematiche.

Re-Future (crasi di refugee e future) ha coinvolto venti minori rifugiati, seguiti da AccoglieRete. Nel corso di un workshop della durata di 8 mesi, i giovani migranti sono stati formati dal regista milanese Andrea Caccia all’utilizzo del linguaggio dell’immagine e alla pratica del filmmaking per stimolare il loro sguardo e aiutarli a filmare le loro realtà utilizzando lo smartphone come mezzo di ripresa per raccontare il loro quotidiano, le loro storie e la loro esperienza d’integrazione.

La tecnologia ha trasformato i migranti del XXI secolo in “migranti digitali” e lo smartphone rappresenta per loro un bene imprescindibile per la conduzione della propria vita, l’unico legame tra quello che lasciano e quello che li aspetta. Uno strumento per scoprire il paese che li sta ospitando, mantenere i con tatti con la famiglia d’origine e intessere nuovi rapporti sul luogo di approdo.

I video realizzati dai giovani migranti e l’esperienza del workshop sono confluiti nel film documentario “TUMARANKÉ, un progetto Re-Future, prodotto da Dugong Films in coproduzione con Offf, Road Movie, Picofilms e Shoot&Post. Tumaranké in lingua bambara vuol dire “lasciare il proprio paese in cerca di un futuro migliore”. Dai filmati dei minori migranti è nato un diario intimo e sorprendente, uno spaccato della loro vita in Italia, la vita nella comunità di accoglienza, la scuola, i sogni, le fragilità e anche momenti di solitudine, la nostalgia di casa e delle persone ormai lontane. Giorno dopo giorno, inseriti in un nuovo paese, imparano una lingua e scoprono, e fanno scoprire, una cultura dell’inclusione possibile, gettando le fondamenta per un futuro comune.

I filmati realizzati dai minori rifugiati non accompagnati sono stati oggetto di una ricerca coordinata dall’Università Telematica Internazionale Uninettuno e portata avanti da un gruppo di lavoro di professori e ricercatori della Facoltà di Psicologia. La ricerca, articolata in più fasi, è partita dall’analisi in rete di commenti online di cittadini italiani sul tema dell’integrazione, per poi analizzare il contenuto di quasi 700 filmati . Il gruppo di ricerca ha quindi compiuto un’analisi del loro impatto emotivo su un campione di spettatori, cittadini del paese di arrivo. La fase finale della ricerca, attualmente in corso, verte sull’analisi delle reazioni emotive ed affettive che l’intero film documentario suscita sugli spettatori.