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Primo meeting GreenSCENT coordinato da UNINETTUNO

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Si è svolto a Roma, dall’11 al 13 ottobre, il primo meeting in presenza di ‘GreenSCENT – Smart Citizen Education for a Green Future’, il progetto coordinato dall’Università Telematica Internazionale UNINETTUNO che si pone l’obiettivo di sensibilizzare e modificare il comportamento dei cittadini (in particolare dei più giovani) per l’attuazione delle politiche della Commissione Europea nell’ambito del ‘Green Deal’, misurando la sua efficacia in termini di consapevolezza, competenza e attitudine implicita, fattori chiave per un cambiamento comportamentale a difesa dell’ambiente e quindi della sopravvivenza dell’umanità.

Gli obiettivi del ‘Green Scent’

Agire per il cambiamento climatico e lo sviluppo sostenibile: questi sono due dei punti chiave su cui l’Europa punta forte per il raggiungimento della Neutralità Climatica entro il 2050. GreenSCENT, coordinato da UNINETTUNO e finanziato dal programma di ricerca e innovazione Horizon 2020 della Commissione Europea, ha l’ambizione di definire, con un approccio partecipativo di coprogettazione multidisciplinare che coinvolgerà esperti, studenti, docenti, e cittadini europei, il Quadro Europeo delle Competenze sul Green Deal, che sarà adottato dalle scuole e università di ogni ordine e grado in Unione Europea; e di lanciare ECCEL, la “patente europea” sulle competenze su transizione ecologica e sostenibilità. L’obiettivo di GreenSCENT è dimostrare come il coinvolgimento dei cittadini europei, e soprattutto dei giovani, in attività formative sperimentali e partecipative possa generare un aumento della consapevolezza e un cambiamento attitudinale positivo che porti a scelte e comportamenti di tutela dell’ambiente, e di conseguenza dell’intero genere umano.

Il progetto ha una durata di 36 mesi (1 gennaio 2022 – 31 dicembre 2024) e ne fanno parte 15 organizzazioni provenienti da vari paesi europei: per l’Italia, oltre all’Università Telematica Internazionale UNINETTUNO, è presente anche la grande impresa ICT Engineering - Ingegneria Informatica Spa, mentre i restanti partner provengono dall’Austria, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Romania, Serbia e Spagna e includono organizzazioni e istituzioni di ricerca (come il Barcelona Super Computing Center e il VTT finlandese), accademiche (come l’Università Autonoma di Barcellona e il Politecnico di Novi Sad), educative e di impresa (tra cui l’European Certification and Qualification Agency).

Al convegno, il primo in presenza dall’inizio del progetto, ospitato dall’Università Telematica Internazionale UNINETTUNO a Roma, hanno partecipato, oltre ai rappresentanti dei 14 partner, anche la Prof.ssa Maria Amata Garito, Rettore di UNINETTUNO, nonché alcuni prestigiosi ospiti di livello internazionale, come il Prof. Riccardo Valentini, Presidente della Società Italiana per le Scienze del Clima e membro di IPCC – Interngovernmental Panel on Climate Change, panel insignito insieme ad Al Gore del Premio Nobel per la Pace nel 2007, e un’assoluta eccellenza nel mondo della scienza, tanto da essere citato da Thompson Reuters nel 2016 e 2017 tra i ricercatori più influenti nel mondo.

Valentini: “Il cambiamento parte dai cittadini”
«Questo progetto ha un grande valore perché parla ai cittadini, che hanno cominciato a comprendere l’importanza dei temi della sostenibilità e dei cambiamenti climatici e questo li rende più informati e interessati rispetto al passato. È un aspetto che alla nostra comunità di scienziati non può che farci piacere», sono le parole dello stesso Prof. Valentini a margine del suo intervento al convegno. «Ho molta fiducia nel ruolo dei cittadini – aggiunge - perché è attraverso di loro che si può cambiare la società, i sistemi produttivi e i modelli economici. Questo progetto dunque mira proprio alle persone per fornire loro, quanto più possibile, strumenti e competenze».
L’obiettivo di un mondo più sostenibile parte soprattutto dai giovani. «Molti ragazzi, attraverso le loro proteste civili, hanno dimostrato una preoccupazione concreta per un futuro che vedono a rischio – continua Valentini -. Probabilmente sono più pragmatici di noi vecchi, spesso hanno più coscienza dei problemi dei cambiamenti climatici. Il problema però è che i giovani non hanno ancora capito quali sono i loro strumenti per poter effettivamente concretizzare questo cambiamento. In questo senso noi dobbiamo cercare di dargli più responsabilità e di renderli più protagonisti: solo così le cose potranno cambiare».
L’emergenza climatica è un tema sicuramente non nuovo nell’agenda politica internazionale, eppure soltanto negli ultimi mesi la preoccupazione generale si è accentuata. Abbiamo chiesto al Prof. Valentini se rispetto ad altri argomenti altrettanto drammatici, come la pandemia e la guerra, l’allerta è arrivata con eccessivo ritardo. «Ci è voluto molto tempo – risponde l’esperto scienziato -, e oggi siamo ancora in questa fase di depressione. La politica è troppo lenta e in troppe parti del mondo ci sono troppi blocchi che impediscono uno sviluppo più rapido di questa crescita culturale ed educativa».

Probabilmente anche dal punto di vista comunicativo, i mass media (che hanno un ruolo fondamentale nel veicolare messaggi di conoscenza) non fanno abbastanza per divulgare certi messaggi. «Questa è un’altra importante questione – ammette Valentini – perché le persone si interessano a dei concetti, quando gli offri argomenti a cui dedicarsi. Il rapporto tra chi offre e chi riceve un’informazione è fondamentale perché se un’offerta non parte, una persona non si sforza nemmeno di cercarla. In Italia dovremmo rischiare di più, iniziando a parlare dei problemi della vita delle persone e della natura, senza pensare troppo all’audience la cui “paura” rappresenta soltanto un ostacolo. La BBC per esempio ha lanciato una serie di campagne incredibilmente approfondite che sono molto seguite. Da noi invece la comunicazione si ferma a qualche slogan».

Garito: “Progetto internazionale, la nostra università ci punta moltissimo”
Presente al meeting anche la Prof.ssa Maria Amata Garito, Rettore dell’Università Telematica Internazionale UNINETTUNO che, al fianco di Alessandro Caforio, Project Director dell’evento, ha parlato dell’importanza di questo progetto. «La nostra università ci punta moltissimo. All’interno vi sono nomi illustri, sia italiani che internazionali, che costituiscono il Comitato Scientifico di questo progetto. Contemporaneamente ho creato un gruppo di esperti riconosciuti a livello globale che lavorano con organizzazioni internazionali sui temi della transizione ecologica». Un punto, quest’ultimo, molto caro alla Prof.ssa, che ha ribadito l’importanza di coinvolgere «in tutti i paesi personalità scientifiche che possano contribuire a far nascere qualcosa di diverso rispetto a quello che è il problema del secolo. L’obiettivo dunque è quello di creare un Comitato Scientifico Internazionale che faccia conoscere a tutta l’Europa i risultati di questo progetto triennale. Vorrei – conclude la Prof.ssa Garito – che i risultati di questo grande lavoro possano avere un impatto importante soprattutto nell’accrescere la consapevolezza del pericolo che l’umanità sta vivendo in relazione ai disastri ambientali, e nel generare nei cittadini europei e soprattutto nei giovani un cambiamento comportamentale che supporti tutela dell’ambiente, transizione ecologica, sostenibilità in modo da garantire la sopravvivenza dell’umanità stessa».

UNINETTUNO e gli altri partner coinvolti
Sono in totale 15 i partner coinvolti nel progetto ‘Green Scent’. Oltre all’Università Telematica Internazionale UNINETTUNO sono presenti: ECQA (Austria), DBT (Danimarca), MAYK e VTT (Finlandia), Agorize (Francia), Climate Risk Analysis (Germania), Ellinogermaniki Agogi (Grecia), Engineering - Ingegneria Informatica Spa (Italia), Royal School of Transilvania (Romania), Smart Gimnazija e University of Novi Sad - Faculty of Science (Serbia), 4Sfera Innova, Barcelona Super Computing e Universitat Autonoma de Barcelona (Spagna).

Il sito web del progetto è https://www.green-scent.eu

Il progetto è co-finanziato dal programma di ricerca e innovazione dell’Unione Europea Horizon 2020, contract number n° 101036480.