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I NOSTRI STUDENTI. Intervista alla calciatrice Lisa Paini: “Grazie a Uninettuno non rinuncio al mio lavoro”

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«Grazie a Uninettuno gestisco al meglio il mio lavoro con il percorso universitario». Parola di Lisa Paini. Abbiamo intervistato la giovane studentessa iscritta al primo anno della Facoltà di Scienze della Comunicazione e contemporaneamente giocatrice professionista del Modena Calcio femminile. Dalle parole della 20enne emiliana, che vanta anche un passato come atleta velocista nelle categorie 100 e 200 metri e salto in lungo, si capisce come le due attività non siano assolutamente in contrasto con loro. Merito della possibilità che l’Università Telematica Internazionale Uninettuno fornisce ai propri studenti di organizzarsi al meglio il tempo, senza rinunciare mai alle proprie passioni extra-didattiche.

Lisa, parlaci del tuo percorso universitario
«Ho iniziato all’Università pubblica di Modena alla facoltà di Economia, ma dopo poco tempo rinunciato perché non riuscivo a gestire al meglio gli allenamenti con lo studio. Dovevo andare tutti i giorni in sede, stava diventando molto faticoso per me a livello di spostamenti e di orari».

Da qui la scelta di optare per un’università telematica
«Ci sono state diverse persone iscritte a questa tipologia di università che mi hanno consigliato questo percorso, soprattutto se sei una studentessa sportiva. Quindi mi sono iscritta a Uninettuno perché avevo letto su internet e sui social che era un’ottima università e infatti devo dire che mi sto trovando benissimo. Adesso riesco a gestirmi tra studio e sport, anche perché le lezioni posso guardarle in qualsiasi momento della giornata, questa cosa mi aiuta molto. Sono molto soddisfatta della mia scelta. Non mi è mai pesato il fatto di non vivere l’ateneo in presenza perché, praticando sport da anni, conosco e ho conosciuto tantissime persone che vedo tutti i giorni, quindi ho tante persone intorno e non ho problemi a livello sociale».

Quando hai maturato la scelta di iscriverti alla facoltà di Scienze della Comunicazione?
«Non ho mai avuto un’idea precisa quando ero al liceo. Ho svolto l’indirizzo linguistico, ma ho scartato la possibilità di scegliere Lingue perché non mi piaceva più. Avevo poi pensato ad un percorso verso l’economia ma poi l’ho abbandonato, preferendo un corso sul marketing e la comunicazione. Quando ho letto il programma dell’Università Uninettuno mi è piaciuto subito, sia a livello di materie che di percorso di studio, quindi ho deciso di intraprendere quella strada e mi ritengo soddisfatta».

Che rapporto c’è con i docenti?
«Con le lezioni a distanza mi trovo molto bene, posso vederle in qualsiasi momento. E poi ci sono le classi interattive in cui si partecipa in un orario prestabilito dal professore. Così si conosce altra gente, si ha un contatto diretto con i docenti, che sono sempre disponibili a rispondere alle nostre domande».

Quali sono gli esami che ti sono piaciuti di più?
«Anche se mi sono iscritta da poco, ho dato già diversi esami e devo dire che mi sono piaciuti tutti, sono stati belli da seguire. In particolare Semiotica e Linguaggi perché il Prof. Gargani è molto bravo e mi ha fatto appassionare alla materia. Anche Sociologia della Comunicazione l’ho trovata molto interessante, la professoressa Fazio ha spiegato gli argomenti benissimo e il corso è stato davvero bello da seguire».

Per quanto riguarda il futuro, che progetti hai “da grande”?
«Non ho ancora un piano specifico, a livello sportivo il mio sogno sarebbe quello di arrivare in Serie A e fare quello di lavoro. Ma anche a livello di studio mi piacerebbe diventare una giornalista sportiva o qualcosa che abbia a che fare con il marketing. Fortunatamente negli ultimi anni il calcio femminile è cresciuto molto anche dal punto di vista mediatico».

A proposito di calcio, quali sono le ambizioni del “tuo” Modena?
«Noi quest’anno giochiamo in Eccellenza, ma l’obiettivo è quello di salire in Serie C e, perché no, anche in B tra qualche stagione».

Nel tuo passato c’è anche l’atletica. A livello di allenamenti che differenze ci sono tra i due sport?
«Quando praticavo l’atletica io gareggiavo sui 100 e 200 metri e sul salto in lungo, gli allenamenti erano sulla velocità e quindi più leggeri rispetto al calcio. Le sessioni duravano di più, circa tre ore e mezzo. Nel calcio a livello di fiato è più faticoso, poi ovviamente quando si gioca è uno sport collettivo rispetto all’atletica dove gareggi singolarmente».